Luminanza
Reattore 
per la drammaturgia svizzera
di lingua italiana




Relatrici/ori
︎︎︎




La lista completa delle/dei maestre/i verrà pubblicata durante il mese di giugno. Torna qui per scoprire gli aggiornamenti!


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Erik Altorfer
Regista, insegnante.
Regista teatrale e drammaturgo allo Schauspielhaus Zürich, Theater Neumarkt, Thalia Theater, Staatstheater Braunschweig, Luzerner Theater, Stadttheater Bremerhaven e Stadttheater Bern. Dal 2014 esperto di teatro per Pro Helvetia Cairo. Direttore di laboratori teatrali in Egitto, Bahrain, Bielorussia e Bolivia, tra gli altri. Produce radiodrammi per WDR, Deutschlandradio Kultur, SRF2.  Riceve il premio svizzero del teatro 2015 per il progetto d'autore "Dramenprozessor" insieme a Stephan Roppel e Peter-Jakob Kelting. Riceve varie menzioni tra cui quella per la Hörspielpreis der Kriegsblinden 2018 per "Geister sind auch nur Menschen" di Katja Brunner (maestra di Luminanza 2021). Erik insegna presso la ZHdk di Zurigo.

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Letizia Russo
Drammaturga.
Letizia Russo (Roma, 1980) è un'autrice italiana. I suoi testi sono rappresentati in Italia e all’estero. Tra i suoi titoli: Tomba di cani (Premio Tondelli 2001 e Premio Ubu 2003); Primo amore; Binario morto–Dead End (festival Shell Connections, National Theatre, Londra); Se ci sei batti un colpo. Ha curato la riscrittura per il teatro di alcuni classici, tra cui Madame Bovary, Il maestro e Margherita (ambedue diretti da Andrea Baracco), Ivan (da I fratelli Karamazov). Una raccolta dei suoi testi è pubblicata da Ubulilbri.

       “Ho guardato gli occhi di un felino quando vede la sua preda. In quell’istante tra la vista e l’attacco, tra l’attacco e la cattura, tra la cattura e il gioco, e ancora il gioco, e ancora il gioco, finché giocare diventa uccidere, o scappare, gli occhi del felino brillano di una luce nera. Di una luminanza che è tutto: istinto fame gioia piacere rabbia segreto possesso gelosia sorpresa fallimento meraviglia. Quando un felino e la sua preda lottano, vivono in pochi minuti e tutto insieme quello che un essere umano sperimenta, se ha fortuna, in una vita intera. Scrivere è essere il felino e la preda insieme. Giocare, giocare. Fino alla morte.” - LR



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Julia Haenni
Drammaturga.
Julia è nata nel 1988 in Svizzera. Lavora come scrittrice, regista e performer. Ha studiato regia all'Università delle Arti di Zurigo (ZHdK) e studi di teatro e lingua e letteratura tedesca all'Università di Berna/alla Freie Universität di Berlino.
        Lavora in diverse collaborazioni ed elabora opere e testi per giovani e anziani, con dilettanti e professionisti, per piccoli spazi artistici e per grandi palcoscenici in patria e all'estero.
        Per Julia è sempre importante mettere in discussione i canoni dei formati artistici e le strutture di lavoro-potere tradizionali. Crede che il linguaggio produca la realtà e che quindi possa anche cambiarla. E che il palcoscenico sia un luogo dove tutto è possibile. Un luogo dove le cose possono essere regolate, comprese, sperate, smontate, riassemblate, immaginate e disegnate nel futuro. Ecco perché lavora anche su temi femministi, scrive spettacoli con modelli di ruolo ampi e nuovi per le donne e cerca di ripensare/cambiare le descrizioni del lavoro di un regista e di un drammaturgo.
        Ha iniziato la sua carriera insieme al suo collettivo teatrale Das Schaubüro, che ha co-finanziato e co-diretto. Tra il 2011 e il 2016 hanno realizzato diversi progetti teatrali e spettacoli a Berna e Zurigo. I suoi lavori come regista e scrittrice sono stati presentati a Schauburg Monaco, Konzert Theater Bern, Kosmos Theater Vienna, Theater Chur, Schlachthaus Theater Bern, Tanzhaus Zurich, Theater Winkelwiese Zurich, Fabriktheater Zurich, Bühne Aarau, Theater Karlsruhe, Orchester Theater Heidelberg, Kurtheater Baden, Théâtre Poche Geneva, ecc.
        Dal 2015 al 2017 ha lavorato come co-curatrice per il progetto artistico transdisciplinare e site-specific Transform organizzando "Art Happenings" nello spazio pubblico della città di Berna. Nel 2016/17 ha avuto la possibilità di far parte del programma svizzero di borse di studio per giovani drammaturghi Dramenprozessor, dove ha scritto la sua opera Frau im Wald, che è stata presentata in anteprima dalla compagnia teatrale svizzera Theater Marie ed è stata invitata a Heidelberger Stückemarkt 2018, Dramafest a Città del Messico 2018 e Teatro Moscú a Buenos Aires nel 2021.
        Nel 2019 è stata scrittrice in residenza al Konzert Theater di Berna, dove è stata creata una sua opera teatrale femminista ("Frau verschwindet (versionen)"). È stata premiata con il premio letterario di Berna 2020. Sempre nel 2020, ha pubblicato una prima raccolta di testi brevi con il titolo "Kiosktexte" (Verlag Edition Taberna Kritika). Dal 2019 dirige il teatro Junge Marie in Svizzera. I suoi testi sono rappresentati da Verlag der Autoren e L'Arche editeur.



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Angela Dematté
Drammaturga.
Drammaturga e attrice nata e cresciuta in Trentino, sceglie Milano come sua residenza d’artista. Dopo una laurea in Lettere e un diploma all'Accademia dei Filodrammatici, lavora come attrice finché inizia, nel 2009, la sua attività di autrice: scrive Avevo un bel pallone rosso e vince il Premio Riccione e il Premio Golden Graal. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici con il quale inizia una profonda ricerca che produce, tra gli altri: L’officina, Chi resta, Il compromesso, Ifigenia, liberata e Macbeth, le cose nascoste. Negli stessi anni lavora come dramaturg e autrice per i registi Renato Sarti, Sandro Mabellini, Valter Malosti e soprattutto per Andrea Chiodi. Scrive, dirige e interpreta Mad in Europe che vince il Premio Scenario 2015 e il Premio Sonia Bonacina. Nel 2019 la città di Trento le conferisce il Premio Aquila d’Oro per la cultura. Nella sua ricerca indaga le potenzialità e i limiti del linguaggio identitario, argomento su cui ha creato diverse masterclass. Il suo lavoro nell’ultimo anno, a partire dalla collaborazione con ISI Foundation, JRC di Ispra e con Carmelo Rifici al LAC, si concentra sul dialogo con la scienza come necessità di indagine sull’uomo futuro. La pandemia la spinge ad indagare il dialogo tra la scrittura teatrale e nuove forme offerte dal web e da spazi non teatrali. Per il progetto Lingua Madre produce un documentario sperimentale sul tema del rituale. Con Daniele Filosi sta lavorando alla produzione di cinque monologhi teatrali per uno spettatore a partire dall’Antologia di Spoon River. I suoi testi sono pubblicati in Italia, Francia, Svizzera, Germania ed Egitto. Lavora con importanti teatri come: LAC di Lugano, Piccolo Teatro di Milano, Theatre de la Manufacture di Nancy e diversi Teatri Stabili italiani. È madre di tre figli.

"Luminanza è parola scientifica, si direbbe. Eppure sento in lei qualcosa di antico, terrigno e ironico. Forse perché fa rima con transumanza, o perché appare come il modo di sostantivare in modo buffo qualcosa: una luce al lavoro, una serie di torce al lavoro, camminanti, transumanti appunto. Una di quelle parole che stanno a metà tra scienza e sonetto, formatesi quando osservazione, misurazione del mondo e parola poetica erano ancora strettamente collegate. Ma uscendo da quel che sento, leggo che la #luminanza come parola scientifica considera il punto di vista di chi fruisce la luce, non di chi la produce. C'è un altro, dunque, che osserva. Ed è lui che accende, inconsapevolmente, la luce. "


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Heike Dürscheid
Dramaturg, insegnante.
Heike Dürscheid nasce nel 1972 a Freiburg in Brisgovia. Ha studiato germanistica e anglistica presso Freiburg e Heidelberg. È drammaturga presso il Teatro nazionale a Mannheim e a Heidelberg. Dal 2001 lavora al concepimento e l'organizzazione dello Stückmarkt di Heidelberg, un festival teatrale e un concorso per drammaturghi emergenti che si tiene ogni anno al teatro Heidelberg del Baden-Württemberg, in Germania, di cui dirige la programmazione teatrale nel 2003. Dal 2004 al 2009 lavora come drammaturga presso il Teatro di Lucerna.
Dal 2009 Heike Dürscheid vive a Basilea e lavora come docente alla Hochschule für Gestaltung Basel e come dramaturg indipendente e responsabile della comunicazione per il teatro. Dal 2011 al 2019 è direttrice del programma di formazione in drammaturgia contemporanea svizzera Stück Labor Basel. Da luglio 2021, è responsabile delle sezioni Giovani & Performance del Dipartimento della Cultura di Basilea Città.

"Es ist grossartig, dass Luminanza in die zweite Runde geht. Der Versuch, eine Dramatiker*innen-Szene im Tessin aufzubauen und zu vernetzen, ist lange überfällig. Ich freue mich, über die künstlerische Kraft und Energie, die hier produziert wird und bin sehr glücklich, dass ich auch in der zweiten Ausgabe des Projekts dabei sein darf. Ich wünsche mir, dass Luminanza die Strahlkraft erreicht, die im Titel steckt. Dass hier relevante Theatertexte entstehen, die unsere Gesellschaft aus verschiedensten Perspektiven beleuchten. Dass ein spannender Austausch entstehen kann, künstlerische Reibung und Zündstoff, dass sich Funken entzünden. Und dass das Projekt ein Leuchtturm wird, der weit über das Tessin hinaus Zeichen sendet."


"È fantastico che Luminanza passi al secondo turno. Il tentativo di costruire e mettere in rete una scena teatrale in Ticino era atteso da tempo. Sono entusiasta della forza e dell'energia artistica che si sta producendo e sono molto felice di far parte della seconda edizione del progetto. Mi auguro che Luminanza raggiunga lo splendore che è nel titolo, che si producano testi teatrali rilevanti che sappiano illuminare la nostra società dalle prospettive più diverse, che possa nascere uno scambio emozionante, che ci sia carburante e attrito artistico e che le scintille si accedano. Mi auguro che il progetto diventi un faro che lancia segnali non solo in Ticino, ma ben oltre."




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Francesca Garolla
Dramaturg, autrice, insegnante.
È dal 2005 nello staff del Teatro i, dove partecipa alle principali produzioni come dramaturg e autrice, è nella direzione artistica ed è socia del teatro. Sviluppa inoltre un forte interesse per la ricerca e approfondisce un autonomo percorso autorale. Diversi i suoi progetti con la regia di R. Martinelli (Prima della pensione di T. Bernhard, Incendi di W.Mouawad, Hildadi M.Ndyaie e Lotta di negro e cani di B-M. Koltès). Ha firmato la regia e l’adattamento drammaturgico di Elettra. Quel che rimane da Elettra o La caduta delle maschere di M. Yourcenar (2006) e di Non dirlo a nessuno (tratto da I.Bachmann Il Buon Dio di Manhattan, 2008). È autrice di N.N. Figli di nessuno (2o1o) selezionato e tradotto in francese (progetto Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia) e presentato a Le Théâtre - Scène Nationale de Saint-Nazaire, al Festival Ring / La Manufacture - Centre Dramatique National Nancy-Lorraine, e al Théâtre National Populaire de Villeurbanne La Colline-Lione.
     Tra i suoi testi:  Solo di me-se non fossi stata Ifigenia sarei Alcesti o Medea(2013) presentato da La Chartreuse-Centre National des écritures du spectacles (Festival d’Avignone 2015) e all’interno del progetto Fabulamundi Playwriting Europe; Tu es libre (2015-2016) , poi tradotto in francese e segnalato da la Comédie Française come uno dei testi più significativi della stagione 2017/2018. Il suo ultimo progetto è Io sono testimone (2019). Si occupa  di una riscrittura integrale ispirata a Lo Straniero di Camus. Nel 2020 è l’unica autrice europea selezionata dalla Cité Internationale des Arts di Parigi nell’ambito della scrittura creativa. È autrice selezionata in Italia per il progetto internazionale Fabulamundi. Collabora con il Lac di Lugano come Dramaturg e autrice.


"Della luce sottile, dell'erba, del respiro vorrei intuire l'origine e il modo.
Il segreto dei bambini e degli animali. Quello che loro sentono, vorrei sentire.
L'odore di quel che nasce.
È nella luminanza delle cose che si accorcia la distanza tra noi e l’altro da noi.
Nel fragore di quello che brilla il tempo e lo spazio coincidono.
Ed è scienza, ma anche poesia"



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Monica Capuani
Giornalista, traduttrice e drammaturga.
È nata culturalmente sui banchi del Liceo classico Virgilio di Roma, e all’Università La Sapienza, dove si è laureata con Alberto Asor Rosa in Letteratura Italiana, con una tesi su Boccaccio. Come giornalista freelance, è nata sulle pagine de L’Espresso di Claudio Rinaldi. Ha sempre affiancato al giornalismo un’attività di traduzione letteraria dall’inglese e dal francese, e ha al suo attivo la traduzione di una settantina di romanzi. Il teatro è una passione incoercibile fin da bambina. Dai diciassette anni, vinse tre volte il concorso di critica teatrale dell’ETI, poi Tommaso Chiaretti, critico di Repubblica, la prese sotto la sua ala e forse oggi, se non fosse scomparso prematuramente, farebbe il suo mestiere. Ama Londra e il teatro contemporaneo.
        Tra il 2017 e il 2019 ha organizzato Contemporary, un ciclo di incontri tra teatranti italiani e inglesi all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, e nel 2018 è stata direttore artistico della prima edizione dell’Italian Theatre Festival al Printroom at the Coronet, a Notting Hill. Negli ultimi anni ha scelto il teatro a tempo pieno in un ruolo di sua invenzione: “scout, traduttrice e promotrice teatrale”. Perché i testi li sceglie, li traduce e cerca di suscitarne la messa in scena, in Italia e all’estero. Alla Biennale Teatro 2019, il direttore artistico Antonio Latella l’ha invitata a tenere un workshop di Traduzione per il Teatro, dove è arrivata con 100 testi teatrali tradotti. Ad oggi sono 135.


"Fiat lux
Sia luce

Suum sequitur lumen semper innocentiaL’innocenza è sempre seguita dalla propria luce

Lotio post mensam tibi confert munera bina: mundificat palmas, et lumina reddit acuta

Un lavaggio dopo la mensa ti reca due favori: ripulisce le mani e rende acuta la vista

Luminanza.
Che sia luce.
C he sia luce d’innocenza e di verità.
Che sia chiaroveggenza di un teatro che vede il presente e intuisce il futuro."



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Sarah Jane Moloney
Drammaturga, regista e traduttrice.
Dopo aver studiato letteratura all'Università di Losanna, ha completato un Master in pratica teatrale avanzata alla Royal Central School of Speech and Drama (Londra). Nel 2018, è stata premiata con la borsa di studio in drammaturgia Stück Labor, nell'ambito della quale è stata autrice in residenza e drammaturga presso il teatro POCHE /GVE per la stagione 2018-19. Per Stück Labor ha scritto Sappho X, presentato a POCHE /GVE in gennaio 2020. Sappho X è stato tradotto in tedesco da Frank Weigand e pubblicato nelle riviste Theater der Zeit et Scène : Neue französische Theaterstücke. Sempre nel 2020, ha ricevuto il Prix Artistique de la Ville de Nyon. In 2021, ha tradotto l'opera teatrale A Play for the Living in a Time of Extinction di Miranda Rose Hall, diretto da Katie Mitchell e in scena al Théâtre Vidy-Lausanne in settembre 2021. Attualmente sta lavorando a una nuova opera teatrale intitolata Alptraum.

"journée de novembre, un novembre couleur cendre, cendre le ciel, cendre le pavé, cendre le lac, cendre les plumes de cygnes assoupis, un rêve de distance, ou plus précisément un rêve de loin-près, un rêve de pseudo-femme, qui ne demande rien, qui n’espère rien, qui ne peut pas être instruite, qui ne peut pas être dé-robée, le lac fouetté par le vent, la marée, comment apprendre les marées, haute ou basse je ne sais jamais, me baigner peut-être, mais sans avoir soif, car l’eau a une place mais sa place est mouvement, est-il possible de décevoir l’eau je me demande, plutôt y ruisseler, comme les flammes habitent le feu, comme le feu s’étanche lui-même, regarde là au bord de mon âme – luminanza !"


"giornata di novembre, un novembre color cenere, cenere il cielo, cenere il pavimento, cenere il lago, cenere le piume dei cigni assopiti, un sogno di distanza, o più precisamente un sogno lontano -vicino, un sogno di una pseudo-donna, che non chiede nulla, che non spera nulla, che non può essere insegnata, che non può essere derubata, il lago sferzato dal vento, la marea, come imparare le maree, alte o basse non lo so mai, fare il bagno forse, ma senza avere sete, perché l'acqua ha un posto ma il suo posto è movimento, è possibile deludere l'acqua mi chiedo, piuttosto scorrervi, come le fiamme abitano il fuoco, come il fuoco si spegne da solo, guarda al bordo della mia anima – luminanza!"


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Emanuele Aldrovandi
Autore, sceneggiatore, traduttore e regista.
Ha scritto numerosi testi teatrali vincendo, fra gli altri, il Premio Riccione-Tondelli, il Premio Hystrio, il Premio Pirandello, il Premio Fersen e il Mario Fratti Award ed è il recente vincitore del ︎︎︎Nastro d'Argento. È fondatore e direttore artistico dell’Associazione Teatrale Autori Vivi, ha lavorato con alcuni dei più importanti teatri italiani, fra cui Teatro Elfo Puccini di Milano, ERT–Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale, e ha partecipato a progetti internazionali, fra gli altri, con Opera di Pechino, LAC Lugano Arte e Cultura e The Tank Theater New York. È uno degli autori selezionati da Fabulamundi. Playwriting Europe e i suoi testi sono stati tradotti, messi in scena e pubblicati in inglese, tedesco, francese, spagnolo, polacco, sloveno, ceco, rumeno, catalano e arabo. Per il cinema ha scritto e diretto tre cortometraggi, presentati in numerosi festival nazionali e internazionali, ricevendo vari riconoscimenti fra cui l’Unicef Award e il Premio Rai Cinema ad Alice nella città – Festa del cinema di Roma. Insegna alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e tiene vari workshop in Italia e all’estero.

"Un testo teatrale può essere visto come un castello di mattoncini Lego. Può avere la torre, il ponte levatoio, il fossato, i cannoni e le balestre. Può essere affollato o deserto, medievale o distopico, integro o raso al suolo, può avere le fondamenta o ergersi su una nuvola e a un certo punto può essere decostruito e immaginato come qualcosa d’altro. Le possibilità sono infinite, si può scegliere il proprio modo per guardare la realtà o per trasformarla, si può illuminare o farsi abbagliare dalla luminanza, si può fare tutto ciò che si vuole, ma bisogna conoscere i mattoncini. "

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Matteo Luoni
Autore, drammaturgo, tutor del progetto Luminanza.
Nasce in provincia di Varese nel 1987. È diplomato autore alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e laureato in Comunicazione all'Università San Raffaele di Milano. Tra i suoi testi teatrali: L’ anatomia degli affetti, supervisione registica di Lucia Calamaro, Elettra, parte dello spettacolo vincitore premio UBU e premio della Critica 2016 Santa Estasi. Atridi: otto ritratti di famiglia di Antonio Latella; Aiace, per la regia di Linda Dalisi, con cui divide la drammaturgia; Adios, che firma assieme a Simon Waldvogel; Le ossa danzanti, uno studio di Pablo Solari; e Deliquio, per la regia di Domenico Ingenito. A Settembre 2020 fa il suo debutto alla Biennale di Venezia sezione Teatro con il testo Elia Kazan: Confessione Americana per la regia di Pablo Solari. Ha partecipato allo Studio Européen presso La Chartreuse di Villeneuve Lez Avignon e al Drama Lab di Fabulamundi Playwrighting Europe. Lavora inoltre come copywriter e autore per studi di comunicazione e pubblicità.