3–7 maggio 2026

PRISMI Vetrina
Rassegna sulla drammaturgia svizzera.
2° edizione

Sostenuto da
Pro Helvetia, Repubblica e Cantone Ticino - Fondi Swisslos, Coop Cultura, Pro Infirmis, Città di Lugano, Oertli Stiftung

Quest’anno, nella sua seconda edizione, la Vetrina Prismi di Luminanza porterà nuovamente in Ticino alcuni dei testi più interessanti della nuova drammaturgia svizzera e presenterà una parte della sua rassegna al LAC e una parte a ChiassoLetteraria. L’intento è di esplorare quali sono e di quali temi parlano le nuove penne svizzere che scrivono per il teatro, alcune delle quali hanno sviluppato, all’interno del programma di alta formazione Prismi, una drammaturgia originale. Per l’occasione, verranno inoltre letti due testi, tradotti appositamente in italiano, che fanno parte della shortlist del Play Festival Award, nuovo festival zurighese dedicato alla drammaturgia. 

3

3 maggio, ore 14:00, 
Spazio Lampo , Chiasso

ChiassoLetteraria   
Entrata Libera senza prenotazione
Segue una talk con l’autrice e la traduttrice

Una venere di 5743 anni

di Olivia Csiky Trnka
Testo nominato per il PLAY Festival Award 2026, Zurigo.

Tradotto da Natalia Proserpi
REGIA DI  Nina Negri
con Francesca Mazza

Cos'è la vecchiaia? Quel mondo oscuro che nessuno può evitare, ma che tutti sembrano dimenticare? Cosa vuol dire essere vecchi?
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Chi è vecchio? Come ci sentiamo quando il nostro corpo ci tradisce? Cosa facciamo quando diventiamo dipendenti? Come ci prendiamo cura dei nostri anziani? Le case di riposo sono un posto dove si maltrattano le persone? Perché? Perché a volte si diventa cattivi con l'età? Che cos'è la dignità quando tutto ci sfugge? La nostra vecchiaia, un grande rifiuto collettivo, come un ultimo tabù, ne rende ancora invisibili la presenza e le rappresentazioni.

Una Venere di 5743 anni non è un appello, né un lamento. È una rivolta poetica contro l'invisibilità delle donne anziane, contro il dominio della vecchiaia, un ultimo tentativo di dare fuoco alle mimose... Ma il nostro bisogno di consolazione è infinito e la nostra angoscia è collettiva. Quindi Una Venere è anche una cerimonia segreta, come solo il teatro sa organizzare, per ricordare insieme i nostri cari scomparsi e amarli!

Olivia Csiky Trnka (autrice)
Bio
Nata a Bratislava, in Slovacchia, Olivia Csiky Trnka cresce in Svizzera. Dopo un master sulla drammaturgia del Sublime in Storia dell’Arte all’UNIL e la formazione in arte drammatica alla HETSR, si concentra su un lavoro in cui la metafisica si confronta con l’impegno del corpo, operando come autrice, regista, attrice e dramaturg.

Con Full PETAL Machine porta avanti progetti che oscillano tra pièce teatrali, installazioni e film. In una prospettiva Arts-Sciences, lavora intorno al sublime come punto di vertigine. L’arte è per lei uno spazio propizio tanto all’incontro ludico quanto alla rivoluzione. Tra le sue creazioni: CoeurColère, Demolition Party, Zombie Zombie, Protocole V.A.L.E.N.T.I.N.A, Paupière Train Fantôme…

Ha adattato il suo racconto Charger les Frondaisons ! con N. Cauderay in un cortometraggio d’animazione, premiato in diversi festival.

Ha realizzato Promenade Elémentaire, tre podcast sulla metafisica degli elementi.

Ha completato DEMOLITION PARTY, un lungometraggio co-diretto con JD Schneider, adattato dalla sua pièce omonima.

È vincitrice della Borsa LED della SSA per Nucleus, Hyper Dream On e Une Vénus de 5743 Ans. Con La Vénus, è stata inoltre in residenza alle Francophonies de Limoges nel 2023.

A partire dalle fotografie di Demolition Party, ha pubblicato Je ne crois pas aux fantômes mais mon jardin en est plein, et ma mémoire et mon cœur.

fullpetalmachine.ch 

Nina Negri (regia)

Bio
Nina Negri è una regista e coreografa italiana con sede in Svizzera. Dopo aver studiato filosofia, si è formata presso le Rencontres internationales de danse contemporaine di Parigi, all'Ecole des Maîtres e alla Manufacture di Losanna; il suo percorso spazia dalla performance al cinema documentario. Nel 2018 fonda la compagnia AlmaVenus, con la quale immagina dispositivi transdisciplinari che approcciano il pubblico in modo musicale. Dopo diverse forme collettive, crea M. la Multiple, Sous Influence e Violence Forest al Teatro Vidy-Lausanne, il progetto per le scuole La Révolte des Zozios, e PUPPY-PLAY al Festival La Bâtie di Ginevra. Nina insegna anche alla Haute école des arts de la scène e dirige laboratori di teatro e danza da più di quindici anni. 

È vincitrice della borsa per la regia 2025-2027 della città di Losanna e del Cantone di Vaud. 

OLIVIA CSIKY TRNKA

NINA NEGRI

5

5 maggio, ore 18:00, 
Teatro Studio LAC

Prenotazioni: Sito LAC

Cabaret Voltaire – Ovvero la Contraddizione

di Romeo Gasparini

REGIA DI Massimiliano Zampetti
con Igor Horvat, Giovanni Palazzo


Precede una Lettura di un testo in divenire, di Matilda Meneghetti

Sinossi Cabaret Voltaire
1917. A Zurigo, cuore dell’unico paese neutrale che galleggia sopra l’abisso della Grande Guerra, tutto sembra immobile.
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Eppure, sotto la superficie, due forze opposte stanno per cambiare il corso del secolo. Al Cabaret Voltaire, tra artisti, dissidenti e disertori, si sfiorano le traiettorie di Tristan Tzara e Vladimir Lenin.

Uno crede nella deflagrazione del gesto artistico, nella provocazione e nel paradosso come strumenti per incrinare la realtà; l’altro nella disciplina dell’azione politica, nella strategia e nella violenza come motore del cambiamento.

Nel corso di una notte febbrile, tra ironia, sconforto e visioni grandiose del futuro, nasce un dialogo intimo e inatteso. Non è solo un confronto tra arte e politica, ma tra due diverse idee di rivoluzione.

La scena diventa così uno specchio del presente: cosa significa oggi compiere un atto veramente rivoluzionario?  E quale forza può ancora avere la poesia davanti ai sanguinari ingranaggi della Storia?
Romeo Gasparini (autore)
Bio
Nato a Lugano nel 1999, si forma in arti sceniche alla NABA di Milano e in regia d’opera lirica presso il Conservatorio di Verona. Lavora come assistente alla regia in teatri italiani e internazionali, collaborando con registi di rilievo.

Nel 2022 fonda Studio MIRA, compagnia teatrale under 35 ticinese, con cui dirige due progetti di prosa, debuttando nella stagione del LAC di Lugano e del Teatro Carcano di Milano.
 
Massimiliano Zampetti (regia)
Bio
Studia recitazione a Milano presso lo Studio laboratorio dell’attore. Prosegue la sua formazione con Coco Leonardi. Dal 1993 collabora con Luca Spadaro creando Teatro d’Emergenza. Nel corso degli anni produrranno più di trenta spettacoli. Lavora per diverse compagnie della Svizzera italiana tra cui V XX ZWEETZ, Cambusa Teatro, Compagnia Tommaso Giacopini, Compagnia MAT. Con il LAC è attore ne “La bisbetica domata” e “La bottega del caffè” diretti rispettivamente da Andrea Chiodi e Igor Horvat. Per il Teatro Sociale di Bellinzona in “Tell” e “Qivittoq” diretti da Flavio Stroppini. Al cinema lavora, tra gli altri, con i registi Eric Bernasconi, Rolando Colla, Fabio Pellegrinelli, Klaudia Reynicke. Numerose le collaborazioni con realtà del territorio tra le quali Museo d’Arte Mendrisio, Museo Vincenzo Vela, Luminanza, Fabiano Alborghetti, Associazione Musica nel Mendrisiotto, Ticino musica. Per Rete2 è lettore, attore, autore e regista di radiodrammi. È fondatore dell’Associazione culturale ExNovo. 

romeo gasparini

massimiliano zampetti

6

6 maggio, ore 18:00, 
Cinema Teatro Chiasso

Segue una talk con l’autrice, la traduttrice, la regista e una rappresentante del Play Festival.

Entrata Libera senza prenotazione
info Sito ChiassLetteraria

Drill Baby Drill

di Sarah Calörtscher

Testo nominato per il PLAY Festival Award 2026.

tradotto da Michela Bianchi
Regia di
Giulia Rumasuglia 
Con Agata Bervini, Marta Malvestiti, Ilaria Marchianò


In un’era post-fossile, in cui è stata consumata l’ultima goccia di petrolio, si apre improvvisamente nel suolo un pozzo misterioso e senza fondo.Continua a leggere
Gli scienziati si interrogano sulla possibilità che nelle sue profondità si nasconda una nuova fonte di energia.

Una geologa senza paura (anche culturista part-time) viene inviata a esplorarlo, accompagnata unicamente da un dispositivo di registrazione loquace. Scendendo strato dopo strato nel labirinto dell’interno del pianeta, la protagonista perde progressivamente di vista la sua missione iniziale e si confronta con domande esistenziali sempre più profonde sul valore dell’umanità e sul suo futuro. Vicino al centro della Terra, incontra infine un oracolo depresso, che ha smesso di fare profezie e si limita ad aspettare — sfinito da previsioni infinite. Il loro incontro mette in crisi le idee di crescita, progresso e le narrazioni che l’umanità costruisce su se stessa.
Sarah Calörtscher (autrice)
Bio
Sarah Calörtscher è nata e cresciuta nel 1991 nei Grigioni. Dopo un Bachelor in Musica e Movimento, ha studiato Drammaturgia presso la Zürcher Hochschule der Künste. Oggi lavora come autrice, dramaturg e musicista, spesso all’intersezione tra questi ambiti.

Due anni fa ha scritto il suo primo testo, Herz aus Polyester, nel contesto del Dramenprozessor; il testo è stato premiato nel 2024 con il Kleist-Förderpreis e ha avuto la sua prima assoluta al Deutsches Theater di Berlino.

Per la stagione teatrale 2024/2025 è stata autrice residente (Hausautorin) nello Stücklabor del Theater Luzern. Dal laboratorio è nato il testo Die Rückkehr der Fährfrauen*, che sarà presentato in prima assoluta a novembre a Lucerna.

Il suo terzo testo, DRILL BABY DRILL, debutterà a febbraio 2026 allo Staatstheater Nürnberg.

Oltre ad altri progetti nella scena indipendente come dramaturg e autrice, è attualmente Artist in Residence a Heidelberg presso Isoquant (Centro di ricerca speciale in fisica quantistica), in collaborazione con il Nationaltheater Mannheim.

Nei suoi testi, Calörtscher parte spesso da tematiche scientifiche, intrecciandole con domande di filosofia da hobby e con assurdità provenienti dal mondo di Internet.

Giulia Rumasuglia (regia)
Bio
Regista, si è diplomata a La Manufacture e vive tra Losanna e Zurigo. Le sue collaborazioni artistiche l’hanno portata allo Schauspielhaus Zürich, dove lavora con Herbert Fritsch, al Grand Théâtre de Genève con Luk Perceval, al Poche/GVE di Ginevra con Mathieu Bertholet e al Théâtre Vidy-Lausanne con Katie Mitchell e Rimini Protokoll. Nel 2022 inizia la collaborazione con Stefan Kaegi/Caroline Barneaud come assistente artistico di Utopolis Lausanne, che continuerà nel 2023 e 2024 con Paysages partagés. Formatasi in Letteratura francese e russa presso l’Università di Ginevra e la Humboldt Universität zu Berlin, la sua ricerca teatrale presso La Manufacture è dedicata alla creazione del silenzio in scena. Nel 2024 ha diretto femme disparaît (versions) di Julia Haenni presso il teatro Poche/GVE e ha creato Hercule di Friedrich Dürrenmatt al Théâtre Vidy-Lausanne. En 2025, elle crée Le Sommet avec Christoph Marthaler au Piccolo Teatro, qu’elle accompagne en tournée européenne en 2026



SARAH CALÖRTSCHER



GIULIA RUMASUGLIA

7

7 maggio, ore 18:00, 
Teatro Studio LAC

Prenotazioni: Sito LAC

To the woman who makes every moment unforgettable

di Joséphine Bohr
Regia di Fabiana Iacozzilli. 
Con Anahi Traversi

L’intera serata sarà accessibile alle persone sorde grazie all’interpretariato della Lingua dei segni a cura de L’Associazione frequenze LIS.
Sostenuto da Pro Infirmis.

In questo testo non c’è niente di bello sulla maternità, mi è stato detto.
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Per me, è un’istantanea con le occhiaie e le rughe, un’istantanea di fortunata stanchezza.

To the woman who makes every moment unforgettable è una ricerca in divenire, che mescola testi originali, registrazioni e suoni in un incontro di corpi e voci di donne. Frammenti corali di un’esperienza tra le più dominanti e disgregative del nostro esistere.
Joséphine Bohr (autrice)
Bio
Il lavoro di Josephine Bohr indaga temi intimi e personali in relazione alla dimensione collettiva. L’assenza, la solitudine, il lutto; nei suoi progetti al confine tra scrittura e performance le parole sono in ascolto del corpo. È autrice di Il titolo me lo trovavi sempre tu (Luminanza, 2022) e La terra trema (Museo d'Arte di Mendrisio, 2023). Con Camilla Parini è parte del programma Danse et Dramaturgie Suisse (2024/26). To the woman who makes every moment unforgettable (Prismi, 2025/26) è il suo ultimo lavoro personale.
Fabiana Iacozzilli (regia)
Bio
Regista e autrice italiana, porta avanti un lavoro di ricerca improntato sulla drammaturgia scenica e sulle potenzialità espressive della figura del performer. Dal 2013 è artista residente al Teatro Vascello e dal 2017 collabora con Cranpi e Carrozzerie N.O.T. Nel 2008 fonda la compagnia Lafabbrica e dal 2011 è membro del Lincoln Center Directors Lab. Tra i suoi spettacoli: Aspettando Nil, con il quale vince l’Undergroundzero Festival di New York; La trilogia dell’attesa, vincitrice del Play Festival (Atir e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa); Da soli non si è cattivi. Tre atti unici dai racconti di T. Tomasulo; La classe che vince il bando di residenze interregionali CURA 2018, il Premio In-Box 2019, il Premio della Critica ANCT 2019 e ottiene quattro nomination ai Premi Ubu 2019 (miglior progetto sonoro vinto da H. Westkemper). Nel luglio 2020 Una cosa enorme debutta alla Biennale Teatro 2020 e replica a REF2021. Nel 2021 è regista di Abitare il ritorno, progetto di teatro comunitario ideato da Asinitas e inserito in INCROCI – progetto di interscambio tra realtà che usano il teatro come strumento di interazione culturale –  e nel progetto di scambio internazionale di pratiche teatrali Literacy Act. Nel 2022 Abitare il ritorno vince il Bando CIVIS Open/Lab/Civic engagement – Festival Teatrale “Teatro delle migrazioni”. Nel 2022 cura la mise en lecture di En Abyme per la Biennale di Venezia 2022. Nel 2025 porta in scena OLTRE - come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande, scritto insieme a Linda Dalisi.

JOSÉPHINE BOHR

FABIANA IACOZZILLI

Prenotazioni: Sito LAC

Muette

di Lea Ferrari
REGIA DI Vittorio Parri
con Francesca Mazza e Leda Kreider


Muette è un'invocazione per mia madre.Continua a leggere
Rita ha il nome della famosa cantante ma non può sentire la musica, è sorda. Sorda, ma non muta. Ha una voce, seppur poco intonata, che in passato è stata educata rigidamente dalle suore della Congregazione di Ingenbohl al Collegio Sant'Eugenio di Locarno. Un testo che invoca l'ascolto delle persone sorde, a cui togliamo un diritto ogni volta che non diamo attenzione alla loro forma di espressione, al loro modo di vedere e stare nella società, alla loro cultura.

Lea Ferrari (autrice)
Bio
Selezionata per Luminanza (2023) e Prismi (2025), autrice del radiodramma "La Scuola ticinese" e di "Valchera's" prodotto dall'Unione Ticinese di Londra in occasione del 150esimo anniversario. Lavoro come agronoma e pianificatrice del territorio in Canton Ticino. Abito in Valle di Blenio.
Vittorio Parri (Regia)
Bio
Vittorio è un regista e produttore ticinese con base a Londra. Si è recentemente laureato alla Mountview Accademy of Dramatic Arts, ed è co-fondatore di Migraine Theatre, una compagnia di Teatro fisico e devised thetare, con il quale ha presentato ‘The Monkey’, uno spettacolo sulla salute mentale maschile. Nel 2025 ha diretto ‘Danzig’ di Sofia Reggiani, e sta preparando alla co-direzione di ‘Warewolf ‘ per il febbraio 2026. Il Valchera’s per lui rappresenta la possibilità di mettere assieme il Ticino con il Regno Unito, coniugando così il suo passato con il presente.

LEA FERRARI

VITTORIO PARRI





Partner principali
LAC - Lugano Arte e Cultura | Chiassoletteraria | PLAY Festival

Partner scientifici
Theater Winkelwiese, Theater Orchester Biel Solothurn | TOBS!, Theater Marie, Theater Basel - Stück Labor

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