Vi presentiamo il nostro corpo docenti.
Ogni anno scegliamo 10 di loro per formare il percorso studi.





Francesca Garolla
Dramaturg, autrice, insegnante.
È dal 2005 nello staff del Teatro i, dove partecipa alle principali produzioni come dramaturg e autrice, è nella direzione artistica ed è socia del teatro. Sviluppa inoltre un forte interesse per la ricerca e approfondisce un autonomo percorso autorale. Diversi i suoi progetti con la regia di R. Martinelli (Prima della pensione di T. Bernhard, Incendi di W.Mouawad, Hildadi M.Ndyaie e Lotta di negro e cani di B-M. Koltès). Ha firmato la regia e l’adattamento drammaturgico di Elettra. Quel che rimane da Elettra o La caduta delle maschere di M. Yourcenar (2006) e di Non dirlo a nessuno (tratto da I.Bachmann Il Buon Dio di Manhattan, 2008). È autrice di N.N. Figli di nessuno (2o1o) selezionato e tradotto in francese (progetto Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia) e presentato a Le Théâtre - Scène Nationale de Saint-Nazaire, al Festival Ring / La Manufacture - Centre Dramatique National Nancy-Lorraine, e al Théâtre National Populaire de Villeurbanne La Colline-Lione.
     Tra i suoi testi:  Solo di me-se non fossi stata Ifigenia sarei Alcesti o Medea(2013) presentato da La Chartreuse-Centre National des écritures du spectacles (Festival d’Avignone 2015) e all’interno del progetto Fabulamundi Playwriting Europe; Tu es libre (2015-2016) , poi tradotto in francese e segnalato da la Comédie Française come uno dei testi più significativi della stagione 2017/2018. Il suo ultimo progetto è Io sono testimone (2019). Si occupa  di una riscrittura integrale ispirata a Lo Straniero di Camus. Nel 2020 è l’unica autrice europea selezionata dalla Cité Internationale des Arts di Parigi nell’ambito della scrittura creativa. È autrice selezionata in Italia per il progetto internazionale Fabulamundi. Collabora con il Lac di Lugano come Dramaturg e autrice.


        ︎ Della luce sottile, dell'erba, del respiro vorrei intuire l'origine e il modo.
Il segreto dei bambini e degli animali. Quello che loro sentono, vorrei sentire.
L'odore di quel che nasce.
È nella luminanza delle cose che si accorcia la distanza tra noi e l’altro da noi.
Nel fragore di quello che brilla il tempo e lo spazio coincidono.
Ed è scienza, ma anche poesia. ─ FG


Letizia Russo
Drammaturga.
Letizia Russo (Roma, 1980) è un'autrice italiana. I suoi testi sono rappresentati in Italia e all’estero. Tra i suoi titoli: Tomba di cani (Premio Tondelli 2001 e Premio Ubu 2003); Primo amore; Binario morto–Dead End (festival Shell Connections, National Theatre, Londra); Se ci sei batti un colpo. Ha curato la riscrittura per il teatro di alcuni classici, tra cui Madame Bovary, Il maestro e Margherita (ambedue diretti da Andrea Baracco), Ivan (da I fratelli Karamazov). Una raccolta dei suoi testi è pubblicata da Ubulilbri.

        ︎ Ho guardato gli occhi di un felino quando vede la sua preda. In quell’istante tra la vista e l’attacco, tra l’attacco e la cattura, tra la cattura e il gioco, e ancora il gioco, e ancora il gioco, finché giocare diventa uccidere, o scappare, gli occhi del felino brillano di una luce nera. Di una luminanza che è tutto: istinto fame gioia piacere rabbia segreto possesso gelosia sorpresa fallimento meraviglia. Quando un felino e la sua preda lottano, vivono in pochi minuti e tutto insieme quello che un essere umano sperimenta, se ha fortuna, in una vita intera. Scrivere è essere il felino e la preda insieme. Giocare, giocare. Fino alla morte. ─ LR






Anne Haug
Autrice, attrice
Anne Haug studia recitazione presso l'Università delle Arti di Berlino. Nel 2007 e nel 2008 riceve i premi Migros-Kulturprozent e Ernst-Göhner-Stiftung per lo studio della recitazione. Dopo la laurea, lavora come attrice e autrice per il teatro e il cinema nei paesi di lingua tedesca. Nel 2013 inizia a produrre l'omonima serie teatrale con il suo duo "Projekt Schooriil", invitato al Theatertreffen nel 2019. Nello stesso anno scrive la commedia Neverland con Antú Romero Nunes per il Thalia Theater Hamburg. Anne Haug è un membro dell'ensemble e una drammaturga al Theater Basel nell'ambito del progetto di drammaturgia Stück Labor. Finora, insieme a Lucien Haug, ha realizzato The Mill of Saint Pain, che ha debuttato al Theater Basel nell'ottobre 2021 per la regia di Antú Romero Nunes, e MILF, che ha debuttato nel maggio 2022 per la regia di Sahar Rahimi. In ambito cinematografico, ha sviluppato diversi progetti con Hessischer Rundfunk, Zhivago Film, Tobis Film, UFA Fiction, West Deutscher Rundfunk e Weydemann Bros.

︎ In realtà, quando scrivi, apri la tua testa, la inclini, come le teste degli scheletri nelle lezioni di biologia, e la svuoti, mostrando tutto ciò che sta correndo e imperversando e pensando e ridendo dentro di te. Come un raggio di luce, tutti questi pensieri escono e colpiscono il mondo e il raggio di luce si rifrange, una parte si riflette, l'altra parte della luce rimane nella materia, cioè nel mondo e quindi lo rende sicuramente un po' più luminoso. ─ AG



Julia Haenni
Drammaturga.
Julia è nata nel 1988 in Svizzera. Lavora come scrittrice, regista e performer.  
        Per Julia è sempre importante mettere in discussione i canoni dei formati artistici e le strutture di lavoro-potere tradizionali. Crede che il linguaggio produca la realtà e che quindi possa anche cambiarla. E che il palcoscenico sia un luogo dove tutto è possibile. Un luogo dove le cose possono essere regolate, comprese, sperate, smontate, riassemblate, immaginate e disegnate nel futuro. Ecco perché lavora anche su temi femministi, scrive spettacoli con modelli di ruolo ampi e nuovi per le donne e cerca di ripensare/cambiare le descrizioni del lavoro di un regista e di un drammaturgo.  
     Nel 2016/17 ha avuto la possibilità di far parte del programma svizzero di borse di studio per giovani drammaturghi Dramenprozessor, dove ha scritto la sua opera Frau im Wald, che è stata presentata in anteprima dalla compagnia teatrale svizzera Theater Marie ed è stata invitata a Heidelberger Stückemarkt 2018, Dramafest a Città del Messico 2018 e Teatro Moscú a Buenos Aires nel 2021.
        Nel 2019 è stata scrittrice in residenza al Konzert Theater di Berna, dove è stata creata una sua opera teatrale femminista ("Frau verschwindet (versionen)"). È stata premiata con il premio letterario di Berna 2020. Dal 2019 dirige il teatro Junge Marie in Svizzera. I suoi testi sono rappresentati da Verlag der Autoren e L'Arche editeur.


        ︎ Lichtdichtendas
licht ist dicht wenn man schreibt. es leuchtet aus den worten hinaus in die welt und die welt leuchtet zurück in die worte hinein. oder umgekehrt. jedenfalls weben sie irgendwie gemeinsam einen teppich, die welt und deine worte, unsere worte, ihre worte. einen teppich der unsere füsse auffängt und in die luft wirbelt. und wieder auffängt. und wieder durch die welt fliegt damit. i can show you the world. shinning shimmering splendid. also los. dichte dichte lichter in die welt hinein auf dass andere zurückleuchten, zurückantworten können, zurückbeantworten vielleicht. oder sie sich alle zumindest im dunkeln finden, zusammen ein bier trinken und merken: wir sind ja gar nicht so allein. und dann wirds heller. ─ JH
        ︎ Comporre luce
la luce è densa quando si scrive. risplende dalle parole nel mondo e il mondo risplende di nuovo nelle parole. o viceversa. in ogni caso in qualche modo tessono insieme un tappeto, il mondo e le tue parole, le nostre parole, le loro parole. un tappeto che accoglie i nostri piedi e li fa volteggiare in aria. e li accoglie ancora. e ancora con esso volano attraverso il mondo. i can show you the world. shinning shimmering splendid. quindi via. componete componete luci nel mondo in modo che gli altri possano risplendere, rispondere, forse rispondere. o almeno trovarsi l'un l'altro nel buio, bere una birra insieme e realizzare: non siamo così soli. e allora diventa più luminoso." - JH




Angela Dematté
Drammaturga.
Drammaturga e attrice nata e cresciuta in Trentino, sceglie Milano come sua residenza d’artista. Dopo una laurea in Lettere e un diploma all'Accademia dei Filodrammatici, lavora come attrice finché inizia, nel 2009, la sua attività di autrice: scrive Avevo un bel pallone rosso e vince il Premio Riccione e il Premio Golden Graal. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici con il quale inizia una profonda ricerca che produce, tra gli altri: L’officina, Chi resta, Il compromesso, Ifigenia, liberata e Macbeth, le cose nascoste. Negli stessi anni lavora come dramaturg e autrice per i registi Renato Sarti, Sandro Mabellini, Valter Malosti e soprattutto per Andrea Chiodi. Scrive, dirige e interpreta Mad in Europe che vince il Premio Scenario 2015 e il Premio Sonia Bonacina. Nel 2019 la città di Trento le conferisce il Premio Aquila d’Oro per la cultura. Nella sua ricerca indaga le potenzialità e i limiti del linguaggio identitario, argomento su cui ha creato diverse masterclass. Il suo lavoro nell’ultimo anno, a partire dalla collaborazione con ISI Foundation, JRC di Ispra e con Carmelo Rifici al LAC, si concentra sul dialogo con la scienza come necessità di indagine sull’uomo futuro. La pandemia la spinge ad indagare il dialogo tra la scrittura teatrale e nuove forme offerte dal web e da spazi non teatrali. Per il progetto Lingua Madre produce un documentario sperimentale sul tema del rituale. Con Daniele Filosi sta lavorando alla produzione di cinque monologhi teatrali per uno spettatore a partire dall’Antologia di Spoon River. I suoi testi sono pubblicati in Italia, Francia, Svizzera, Germania ed Egitto. Lavora con importanti teatri come: LAC di Lugano, Piccolo Teatro di Milano, Theatre de la Manufacture di Nancy e diversi Teatri Stabili italiani. È madre di tre figli.

       ︎ Luminanza è parola scientifica, si direbbe. Eppure sento in lei qualcosa di antico, terrigno e ironico. Forse perché fa rima con transumanza, o perché appare come il modo di sostantivare in modo buffo qualcosa: una luce al lavoro, una serie di torce al lavoro, camminanti, transumanti appunto. Una di quelle parole che stanno a metà tra scienza e sonetto, formatesi quando osservazione, misurazione del mondo e parola poetica erano ancora strettamente collegate. Ma uscendo da quel che sento, leggo che la #luminanza come parola scientifica considera il punto di vista di chi fruisce la luce, non di chi la produce. C'è un altro, dunque, che osserva. Ed è lui che accende, inconsapevolmente, la luce. ─ AD




Liv Ferracchiati
Autore, regista
Liv Ferracchiati è un autore e regista italiano. Debutta nel 2016 con la sua prima scrittura e regia, Todi is a small town in the center of Italy. Nel 2015 fonda la compagnia teatrale The Baby Walk e inizia a scrivere e dirigere la Trilogia sull’Idenità, esplorando il tema della strutturazione del genere: Peter Pan guarda solo le gonne (Capitolo I, 2015), spettacolo premiato al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro, Stabat Mater (Capitolo II, 2017) con cui vince il Premio Hystrio Nuove scritture di Scena 2017, Un eschimese in Amazzonia (Capitolo III, 2017), vincitore del Premio Scenario 2017. Nel 2017 Antonio Latella seleziona tre suoi lavori alla Biennale di Teatro. Ancora alla Biennale di Teatro 2020, una menzione speciale è stata attribuita dalla giuria a La tragedia è finita, Platonov, sua riscrittura dell’omonimo testo di Anton Cechov. È tra gli autori selezionati a partecipare all’edizione speciale École des Maîtres 2020, dedicata ai drammaturghi europei. È attualmente artista associato presso il Piccolo Teatro di Milano. Nel 2021 Marsilio Editori ha pubblicato il suo esordio nella narrativa: Sarà solo la fine del mondo.

        ︎ Luminanza è una parola che ho dovuto cercare sul dizionario per precisare nella memoria un ricordo di scuola. Anche avendola cercata sul dizionario però è uno di quei concetti che anche quando ti sembra di averlo afferrato scivola, in parte, via. Allora più che il significato che ha davvero, secondo le coordinate della nostra realtà, mi piacerebbe parlare di quello che fa immaginare. Se dovessi assegnare dopo una fine del mondo, o per un suo inizio, questa parola a un concetto, lo assegnerei a quella dote di intravedere, sotto lo strato della consuetudine, qualcosa che prima nessuno aveva visto. Quindi avvicinerei questa parola, dal suono poetico e buffo insieme, al concetto di creazione. Ma mi piacerebbe anche che entrassero nell'uso corrente frasi come: "È stata una bella luminanza la tua".. ─ LF


Heike Dürscheid
Dramaturg, insegnante.
Heike Dürscheid nasce nel 1972 a Freiburg in Brisgovia. Ha studiato germanistica e anglistica presso Freiburg e Heidelberg. È drammaturga presso il Teatro nazionale a Mannheim e a Heidelberg. Dal 2001 lavora al concepimento e l'organizzazione dello Stückmarkt di Heidelberg, un festival teatrale e un concorso per drammaturghi emergenti che si tiene ogni anno al teatro Heidelberg del Baden-Württemberg, in Germania, di cui dirige la programmazione teatrale nel 2003. Dal 2004 al 2009 lavora come drammaturga presso il Teatro di Lucerna.
Dal 2009 Heike Dürscheid vive a Basilea e lavora come docente alla Hochschule für Gestaltung Basel e come dramaturg indipendente e responsabile della comunicazione per il teatro. Dal 2011 al 2019 è direttrice del programma di formazione in drammaturgia contemporanea svizzera Stück Labor Basel. Da luglio 2021, è responsabile delle sezioni Giovani & Performance del Dipartimento della Cultura di Basilea Città.

        ︎ Es ist grossartig, dass Luminanza in die zweite Runde geht. Der Versuch, eine Dramatiker*innen-Szene im Tessin aufzubauen und zu vernetzen, ist lange überfällig. Ich freue mich, über die künstlerische Kraft und Energie, die hier produziert wird und bin sehr glücklich, dass ich auch in der zweiten Ausgabe des Projekts dabei sein darf. Ich wünsche mir, dass Luminanza die Strahlkraft erreicht, die im Titel steckt. Dass hier relevante Theatertexte entstehen, die unsere Gesellschaft aus verschiedensten Perspektiven beleuchten. Dass ein spannender Austausch entstehen kann, künstlerische Reibung und Zündstoff, dass sich Funken entzünden. Und dass das Projekt ein Leuchtturm wird, der weit über das Tessin hinaus Zeichen sendet. ─ HD
        ︎ È fantastico che Luminanza passi al secondo turno. Il tentativo di costruire e mettere in rete una scena teatrale in Ticino era atteso da tempo. Sono entusiasta della forza e dell'energia artistica che si sta producendo e sono molto felice di far parte della seconda edizione del progetto. Mi auguro che Luminanza raggiunga lo splendore che è nel titolo, che si producano testi teatrali rilevanti che sappiano illuminare la nostra società dalle prospettive più diverse, che possa nascere uno scambio emozionante, che ci sia carburante e attrito artistico e che le scintille si accedano. Mi auguro che il progetto diventi un faro che lancia segnali non solo in Ticino, ma ben oltre. ─ HD



Sarah Jane Moloney
Drammaturga, regista e traduttrice.
Dopo aver studiato letteratura all'Università di Losanna, ha completato un Master in pratica teatrale avanzata alla Royal Central School of Speech and Drama (Londra). Nel 2018, è stata premiata con la borsa di studio in drammaturgia Stück Labor, nell'ambito della quale è stata autrice in residenza e drammaturga presso il teatro POCHE /GVE per la stagione 2018-19. Per Stück Labor ha scritto Sappho X, presentato a POCHE /GVE in gennaio 2020. Sappho X è stato tradotto in tedesco da Frank Weigand e pubblicato nelle riviste Theater der Zeit et Scène : Neue französische Theaterstücke. Sempre nel 2020, ha ricevuto il Prix Artistique de la Ville de Nyon. In 2021, ha tradotto l'opera teatrale A Play for the Living in a Time of Extinction di Miranda Rose Hall, diretto da Katie Mitchell e in scena al Théâtre Vidy-Lausanne in settembre 2021. Attualmente sta lavorando a una nuova opera teatrale intitolata Alptraum.

        ︎ Journée de novembre, un novembre couleur cendre, cendre le ciel, cendre le pavé, cendre le lac, cendre les plumes de cygnes assoupis, un rêve de distance, ou plus précisément un rêve de loin-près, un rêve de pseudo-femme, qui ne demande rien, qui n’espère rien, qui ne peut pas être instruite, qui ne peut pas être dé-robée, le lac fouetté par le vent, la marée, comment apprendre les marées, haute ou basse je ne sais jamais, me baigner peut-être, mais sans avoir soif, car l’eau a une place mais sa place est mouvement, est-il possible de décevoir l’eau je me demande, plutôt y ruisseler, comme les flammes habitent le feu, comme le feu s’étanche lui-même, regarde là au bord de mon âme – luminanza! ─ SJ
       ︎Giornata di novembre, un novembre color cenere, cenere il cielo, cenere il pavimento, cenere il lago, cenere le piume dei cigni assopiti, un sogno di distanza, o più precisamente un sogno lontano -vicino, un sogno di una pseudo-donna, che non chiede nulla, che non spera nulla, che non può essere insegnata, che non può essere derubata, il lago sferzato dal vento, la marea, come imparare le maree, alte o basse non lo so mai, fare il bagno forse, ma senza avere sete, perché l'acqua ha un posto ma il suo posto è movimento, è possibile deludere l'acqua mi chiedo, piuttosto scorrervi, come le fiamme abitano il fuoco, come il fuoco si spegne da solo, guarda al bordo della mia anima – luminanza! ─ SJ


 
Emanuele Aldrovandi
Autore, sceneggiatore, traduttore e regista.
Ha scritto numerosi testi teatrali vincendo, fra gli altri, il Premio Riccione-Tondelli, il Premio Hystrio, il Premio Pirandello, il Premio Fersen e il Mario Fratti Award ed è il recente vincitore del ︎︎︎Nastro d'Argento. È fondatore e direttore artistico dell’Associazione Teatrale Autori Vivi, ha lavorato con alcuni dei più importanti teatri italiani, fra cui Teatro Elfo Puccini di Milano, ERT–Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale, e ha partecipato a progetti internazionali, fra gli altri, con Opera di Pechino, LAC Lugano Arte e Cultura e The Tank Theater New York. È uno degli autori selezionati da Fabulamundi. Playwriting Europe e i suoi testi sono stati tradotti, messi in scena e pubblicati in inglese, tedesco, francese, spagnolo, polacco, sloveno, ceco, rumeno, catalano e arabo. Per il cinema ha scritto e diretto tre cortometraggi, presentati in numerosi festival nazionali e internazionali, ricevendo vari riconoscimenti fra cui l’Unicef Award e il Premio Rai Cinema ad Alice nella città – Festa del cinema di Roma. Insegna alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e tiene vari workshop in Italia e all’estero.

        ︎ Un testo teatrale può essere visto come un castello di mattoncini Lego. Può avere la torre, il ponte levatoio, il fossato, i cannoni e le balestre. Può essere affollato o deserto, medievale o distopico, integro o raso al suolo, può avere le fondamenta o ergersi su una nuvola e a un certo punto può essere decostruito e immaginato come qualcosa d’altro. Le possibilità sono infinite, si può scegliere il proprio modo per guardare la realtà o per trasformarla, si può illuminare o farsi abbagliare dalla luminanza, si può fare tutto ciò che si vuole, ma bisogna conoscere i mattoncini. ─ EA


Davide Carnevali
Autore, regista, teorico del teatro
Attualmente è artista associato presso il Piccolo Teatro di Milano e tutor del programma “Autor under 40” per la Biennale di Venezia Teatro.
Si è dottorato in Teoria del teatro presso la Universitat Autònoma de Barcelona, con un periodo di studi alla Freie Universität Berlin, seguendo i seminari di Hans-Thies Lehmann e Erika Fischer-Lichte. Dal 2013 al 2020 è stato membro del Comitato di Drammaturgia del Teatre Nacional de Catalunya; dal 2018 al 2021 è stato artista residente presso ERT Emilia Romagna Teatro Nazionale. Nel biennio 2020/21 gli è stata affidata la direzione dell’École des maîtres. È membr della giuria del Europäischen Dramatiker:innen Preis 2022.

Insegna Drammaturgia e Teoria del teatro alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e al Institut del Teatre di Barcelona; collabora inoltre come docente con diversi centri accademici, tra cui la Universitat Autònoma de Barcelona, Universidad de Castilla y León, Obrador de la Sala Beckett di Barcelona, Instituto 17 di Ciudad de México. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste accademiche e specializzate, occupandosi soprattutto di teatro catalano, iberoamericano e tedesco.

Ha scritto, tra gli altri: Variazioni sul modello di Kraepelin (Premio Theatertreffen Stückemarkt 2009, Premio Marisa Fabbri 2009, Premio de les Journées des auteurs de Lyon 2012); Sweet Home Europa (Schauspielhaus Bochum, 2012); Ritratto di donna araba che guarda il mare (Premio Riccione per il Teatro 2013); Actes obscens en espai públic (Teatre Nacional de Catalunya, 2017) Menelao (ERT, 2018); Goodbye Europa. Lost Words (Teatrul National Craiova, 2019). Ha scritto e diretto, tra gli altri: Maleducazione transiberiana (Teatro Franco Parenti, 2018); Ein Porträt des Künstlers als Toter (Staatsoper Unter den Linden, 2018); Suini (Teatro Sannazaro, 2019); Lorca sogna Shakespeare in una notte di mezza estate (ERT, 2019), Ritratto dell’artista da morto (Italia ’41 – Argentina ’78) (Piccolo Teatro di Milano, 2023).
Negli ultimi anni si è inoltre occupato di una programmazione pensata specificamente per le scuole, mettendo in scena una decina di spettacoli a ERT e, attualmente, al Piccolo Teatro di
Milano. Nel 2018 gli è stato conferito il “Premio Hystrio alla Drammaturgia”, per la sua traiettoria artistica.

I suoi testi, tradotti in una quindicina di lingue, sono stati presentati nelle stagioni e festival d diversi paesi. È edito in Italia da Einaudi e Luca Sossella Editore, e in Francia da Actes Sud. Ha inoltre pubblicato il saggio Forma dramática y representación del mundo en el teatro europe contemporáneo (Ciudad de México, Paso de Gato, 2017) e la raccolta di racconti Il diavolo innamorato (Roma, Fandango, 2019).


Katja Brunner
Autrice, drammaturga, performer.
Nasce nel 1991 a Zurigo e studia scrittura creativa presso il  Literaturinstitut di Biel/Bienne, in seguito studia drammaturgia presso l'Università delle arti di Berlino. Nel 2010 viene messo in scena il suo testo Von den Beinen zu Kurz (Teatro Winkewiese, Zurigo). Nel 2012 partecipa ai "Werkstatttagen" del Teatro di Corte di Vienna (K.K. Theater an der Burg). Nel 2013 viene invitata al festival Stückmarkt di Heidelberg, un festival teatrale, e al concorso per drammaturghi emergenti che si tiene ogni anno al teatro Heidelberg del Baden-Württemberg in cui presenta il testo Die Hölle ist auch nur eine Sauna. Vince il Premio per la drammaturgia Mülheimer con Von den Beinen zu Kurz ed è scelta come giovane autrice dell'anno dalla rivista di critica teatrale «Theater Heute». Nella stagione 2014/2015 diventa autrice presso il Teatro di Lucerna e nell'estate del 2015 diventa beneficiaria presso il  Literarischen Colloquium di Berlino. Nel 2016 la la Città di Zurigo sostiene un anno di scrittura per concepire un romanzo. Nel dicembre 2017 viene messo in scena il suo testo «DEN SCHLÄCHTERN IST KALT oder OHLALAHELVETIA» (Schauspielhaus, Zurigo). Nel 2018 le viene assegnata, da parte del Canton Zurigo, una borsa di studio come premio per il suo lavoro. Oltre ai testi per la scena, pubblica regolarmente in diverse riviste e si esibisce in festival con la sua collega musicista Sophie Aeberli con il progetto LORETTA SHAPIRO. Attualmente insegna presso l’Università di Vienna.


Marina Skalova
Autrice, attrice.

Nata a Mosca nel 1988 è cresciuta tra la Russia, la Francia e la Germania. Dopo un Master in Lettere, Arti e Pensiero Contemporaneo (Università di Parigi VII/Freie Università di Berlino) ha ripreso i suoi studi in «Creazione e Traduzione letteraria» presso la Haute école des Arts (Berna) dove ha ottenuto un Master of Contemporary Arts Practice. Il suo lavoro incrocia differenti forme (poesia, prosa poetica, teatro) interrogando temi dell’esilio, l’essere stranieri, l’attraversamento delle frontiere e la loro iscrizione nel corpo. Tra le sue pubblicazioni: la raccolta bilingue Atemnot (Souffle court) (2016), testo per il quale a ricevuto il Prix de la Vocation en Poésie; la raccolta Amarres (2017) e Exploration du flux, un flusso di scrittura musicale, poetica e politica (2018). Autrice in residenza presso il teatro POCHE/GVE durante la stagione 2017-2018 ha scritto la pièce teatrale La chute des comètes et des cosmonautes (2019), creata al POCHE/GVE di Ginevra nel febbraio 2019 da Nathalie Cuenet, ospitata a Berlino, Vienna, Parigi e Odessa.
Con la fotografa Nadège Abadie, costruisce il progetto Silences d’exils, nato a partire da un atelier di scrittura con persone in esilio, un’esperienza umana e poetica che avrà esito in un’esposizione e in un libro che sarà pubblicato per i tipi éditions d’en bas nel 2020. Il suo lavoro è stato sostenuto a più riprese, tra gli altri da una borsa Pro Helvetia Fondazione svizzera per la cultura e con la borsa Autrice confermata del cantone di Ginevra. È stata autrice residente al Literarisches Colloquium di Berlino e a Mosca con Pro Helvetia.


Federico Bellini
Drammaturgo.

Nasce a Forlì nel 1976. Collabora come drammaturgo per il regista Antonio Latella dal 2002, dal 2017 è drammaturgo e assistente alla Direzione Artistica della Biennale di Venezia, sezione Teatro.Tra gli spettacoli più significativi scritti per e con il regista si segnalano: Querelle da J.Genet, I Trionfi da G.Testori, La cena de le ceneri da G.Bruno (premio come miglior spettacolo dell’anno - ANCT), Studio su Medea (Premio Ubu quale miglior spettacolo dell’anno), Moby Dick, Caro George, Die Verwandlung und andere erzählungen (“La metamorfosi e altri racconti”) da F.Kafka per lo Schauspielhaus di Colonia e Die Wohlgesinnten (“Le Benevole”) da J.Littell per lo Schauspielhaus di Vienna, Oedipus e Caligula per il Theater Basel. Negli ultimi anni scrive insieme a Latella Ti regalo la mia morte, Veronika da R.W. Fassbinder, traduce e adatta L’importanza di essere Earnest da O.Wilde per lo Stabile dell’Umbria ed è tutor per la drammaturgia di Santa Estasi (Premio Ubu 2017 quale miglior spettacolo dell’anno). Nel 2017, insieme a Latella e Linda Dalisi, scrive Pinocchio per il Piccolo Teatro di Milano. Nel 2018, scrive, insieme a Latella, Die drei Musketiere (I tre moschettieri) per il Theater Basel e firma Eine göttliche Komödie. Dante < > Pasolini (Una commedia divina, Dante Pasolini) per il Residenztheater di Monaco di Baviera, spettacolo selezionato nell’edizione 2020 del Theatertreffen (Berliner Festspiele). Sempre nel 2020 traduce Hamlet di W. Shakespeare, per il Piccolo Teatro di Milano. Collabora anche con il regista Andrea De Rosa per cui scrive Tutto ciò che è grande è nella Tempesta e Studio sul Simposio di Platone. È giurato del premio Hystrio per la drammaturgia.




Erik Altorfer
Regista, insegnante.
Regista teatrale e drammaturgo allo Schauspielhaus Zürich, Theater Neumarkt, Thalia Theater, Staatstheater Braunschweig, Luzerner Theater, Stadttheater Bremerhaven e Stadttheater Bern. Dal 2014 esperto di teatro per Pro Helvetia Cairo. Direttore di laboratori teatrali in Egitto, Bahrain, Bielorussia e Bolivia, tra gli altri. Produce radiodrammi per RSI Rete Due, WDR, Deutschlandradio Kultur, SRF2.  Riceve il premio svizzero del teatro 2015 per il progetto d'autore "Dramenprozessor" insieme a Stephan Roppel e Peter-Jakob Kelting. Riceve varie menzioni tra cui quella per la Hörspielpreis der Kriegsblinden 2018 per "Geister sind auch nur Menschen" di Katja Brunner (maestra di Luminanza 2021). Erik insegna presso la ZHdk di Zurigo.

        ︎ L'altra luce. Stupore ad Airolo, quando il treno dal nord delle Alpi passava ancora attraverso il breve tunnel del Gottardo, il tunnel che il nonno di mia moglie aveva contribuito a costruire, un lavoro pericoloso che costò la vita a molti che volevano sfuggire alla povertà. Un tempo buio, un ricordo che contrasta con questa luce meravigliosa, la luce del sud, in cui credo già di poter percepire il mare. «Nieder mit den Alpen, freie Sicht aufs Mittelmeer», "Abbasso le Alpi, vista libera sul Mediterraneo", abbiamo cantato per le strade di Zurigo negli anni '80. E ora, prima di giungere al mare, faccio una sosta in Ticino e dirigo il mio sguardo con grande curiosità verso le nuove voci autoriali della Svizzera italiana. Grazie per questa opportunità, Luminanza! ─ EA



Danielle Chaperon
Prof.ssa ord. Facoltà di Lettere, UNIL (CH), Direttrice; prof.ssa ord. Centre d’études théâtrales, Losanna, (CH).


Danielle Chaperon è professoressa alla Facoltà di Lettere dell’Università di Losanna a partire dal 1998. Il teatro è centrale nella sua attività di insegnante e nella sua attività di ricerca. Nel 2013 partecipa alla realizzazione di una formazione in «Drammaturgia e storia del teatro» per il livello di Master, cui prendono parte quattro università della Svizzera romanda. Contribuisce nel 2017 alla creazione del Centro di studi teatrali all’ UNIL, che attualmente presiede. È alla direzione del CAS (Certificato di formazione continua) in «Drammaturgia e performance del testo», creato nel 2003 (UNIL e La Manufacture, Haute école des arts de la scène). È insegnante al livello di Bachelor e Master del Teatro de La Manufacture – Haute école des arts de la scène de Lausanne. Partecipa anche al DAS in mediazione culturale della HETS&Sa (Haute école de travail social et de la santé).   È stata vice-rettrice dell’Università di Losanna (2006 – 2016) accanto al rettore Dominique Arlettaz. Attualmente è membro del Bureau de l’Académie Suisse des Sciences Humaines; consiglio della fondazione Sciences et Cité; commissione di valutazione DOC.ch du FNS; esperta FNS Belgique pour le domaine des études théâtrales; Commission universitaire du canton du Valais (COFRU). È presidentessa della giuria Prix suisses du théâtre (Département fédéral de la culture) e della Commisione delle arti della scena della Città di Losanna.